Al
Rosatelli di Rieti gli studenti dopo le lezioni ricostruiscono il primo caccia
dell’aviazione I NOMI DEI RAGAZZI DEL PROGETTO VEDI LE
FOTO

PLAY FOTO I ragazzi del Rosatelli impegnati nella progettazione
del di Mario Bergamini

RIETI
– Come funzionava un aereo, pochi o forse nessuno dei ragazzi che frequentano
l’istituto scolastico superiore Celestino Rosatelli lo sapevano.Come si potesse
costruire un caccia dell’aviazione militare italiana degli anni Venti, dalla
progettazione alla messa su pista… Beh, neppure a pensarci. Eppure, basta
entrare un pomeriggio qualsiasi all’interno della scuola per capire che gli
interrogativi che avevano un perché appena un anno fa, ora sembrano lontani
anni luce.

Svaniti
dietro il lavorio costante e scrupoloso di 52 ragazzi che, dalla progettazione
al computer all’assemblaggio delle parti in legno, prodotte tutte in proprio,
stanno dando corpo a un’idea meravigliosa e sostanza a un progetto scolastico
unico e senza precedenti in Italia: creare una vera e propria azienda –
areonautica nel caso – in grado di ricostruire il caccia CR1 e metterlo su
pista, perfettamente funzionante, con tanto di certificazione di qualità e
autorizzazione per il volo. Sì, avete letto bene.

E’ tutto vero e tutto lo si sta realizzando nelle aule del Rosatelli, dove scuola e lavoro si sovrappongono in simbiosi perfetta, permettendo agli studenti (senza distinzioni di età e indirizzo di studi) che hanno aderito al progetto di acquisire conoscenze che neppure dieci di studi potrebbero dargli e ottenere, oltre al diploma finale, un attestato della scuola che potrà essere allegato al curriculum da presentare una volta che si busserà alle porte di un’azienda per un posto di lavoro.


MIRACOLO REATINO

Un
miracolo, perché di questo si tratta, che ha il volto, la caparbietà e il
rigore del comandante Luigi Aldini – pilota di aliante, costruttore dell’aereo
Falco serie V (la Ferrari dei cieli) e manager di azienda – e l’entusiasmo e
l’intelligenza di battere nuove vie didattiche della preside Daniela
Mariantoni, assistita dall’ingegnere Sabatino Falsini che giornalmente
supervisiona i lavori di progettazione e costruzione del CR1. Un aereo con la A
maiuscola, non uno qualsiasi. Il primo caccia dell’aviazione militare italiana,
entrato nella leggenda perché nessun esemplare è sopravvissuto, progettato e
realizzato da Celestino Rosatelli, reatino di Belmonte, che ha scritto pagine
importanti nella storia dell’aviazione italiana.

IL RICORDO DI CELESTINO ROSATELLI

La
ricostruzione del CR1 acquisisce quindi anche una valenza particolare per la
città che può così onorare un cittadino benemerito.

Il progetto del CR1 è stato realizzato al computer sulla base dei disegni originari di Celestino Rosatelli, risalenti al periodo delle due Guerre mondiali, e lo sviluppo di essi è opera degli studenti, suddivisi in settori (progettazione, produzione metallica, produzione legno, montaggio, controllo, senza dimenticare il settore organizzazione costi e personale e quello comunicazione, web, ricerca storica, foto e video e traduzione inglese).


Dicembre 12 L’Istituto di Istruzione Superiore “C. Rosatelli” è lieto di invitarla alla presentazione del progetto di ricostruzione dell’aereo CR1, ideato dall’ingegnere di Rieti Celestino Rosatelli, tra i più insigni progettisti aeronautici d’Italia, costruito dalla FIAT nel 1923 ed utilizzato dalla prima pattuglia acrobatica italiana.

La presentazione si terrà presso la sala conferenze della Camera
di Commercio di Rieti, in Via P. Borsellino 16 venerdì 13 dicembre alle ore 11.

Interverranno il Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore
“Celestino Rosatelli”, Daniela Mariantoni, promotrice dell’idea di una
costruzione aeronautica all’interno dell’istituto scolastico, il comandante
Luigi Aldini, esperto in materia, autore della scelta operata in merito al
progettista e al tipo di velivolo, lo storico aeronautico e curatore museale
Gregory Alegi, nonché autorità civili e militari.

L’ambizioso progetto configura la scuola come una realtà
produttiva, simile a quella svolta in industrie aeronautiche altamente specializzate.

Ringraziando anticipatamente per il Vostro interessamento porgiamo distinti saluti. 12/12/2013 18:20


Dicembre 13 Ricostruiranno a grandezza naturale e in grado di volare quello che fu il primo aereo progettato da Celestino Rosatelli, il CR1. Una sfida ambiziosa, quella messa in piedi dall’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli di Rieti che intende proiettare i ragazzi nella realtà produttiva aziendale, permettendo di sviluppare competenze e professionalità superiori a quelle richieste da molte altre attività.

A ridare vita al primo aereo della Regia Aeronautica
indipendente saranno gli studenti dell’Istituto che prende il nome di uno dei
maggiori progettisti aeronautici italiani di tutti i tempi.

Studenti che in questo modo vengono da subito proiettati in una realtà
che addirittura va oltre le comuni sfide a cui essi dovranno far fronte nel
futuro mondo del lavoro, una realtà produttiva simile a quella svolta in
industrie aeronautiche altamente specializzate.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala
conferenze della Camera di Commercio di Rieti.

A loro è rivolto il messaggio del presidente della Camera di
Commercio Vincenzo Regnini che riflettendo sul percorso scuola-lavoro ha
aggiunto “Con la realizzazione di questo ambizioso progetto voi state andando
molto oltre”.

“Quella che stiamo affrontando – ha aggiunto Daniela Mariantoni,
Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli – è una
impresa che sembra impossibile. Vogliamo dimostrare con l’aiuto di tutti che
niente è impossibile se diamo fiducia ai giovani. Soprattutto nei periodi di
crisi non può essere tolta la forza delle idee”.

“Diciamo subito che di gran soldi non ne abbiamo – ha detto il
comandante Luigi Aldini, esperto in materia e autore della scelta operata in merito
al progettista e al tipo di velivolo – ma la nostra passione ci permetterà di
arrivare in fondo nella ricostruzione di un aereo che dopo un percorso di
quattro o cinque anni riusciremo a far volare, magari proprio a Belmonte, sopra
la casa che fu di Celestino Rosatelli”.

Un aereo, il CR1, doppiamente simbolico come ha spiegato Gregory
Alegi, storico aeronautico e curatore museale che ha contribuito a reperire i
disegni: oltre ad essere il primo di Rosatelli è anche il primo
dell’aeronautica militare come forza armata indipendente, rimasto in servizio
fino al 1937.

La parola poi a Sabatino Falsini docente di meccanica del
Rosatelli che ha sottolineato l’importanza della formazione
professionalizzante, attraverso l’inserimento degli allievi in realtà produttive.

All’interno della scuola è stata ricostruita una vera e propria
azienda composta dagli studenti. Il leader della produzione è il sedicenne
Giuseppe Poscente, Alex Bostan si occupa di logistica, Matteo Palmerini di
controllo, Fabio Ferri di costi e organizzazione, Adriano Mazzetto della
progettazione, Alex Pandolfi della produzione legno, Federico Simeoni della
produzione metallica, Antonio Altobelli del montaggio e Panitti Rita è
responsabile delle traduzioni in inglese per il sito internet.

“Il vostro è un progetto fattibile e vogliamo seguire questa
meravigliosa iniziativa dedicando tutta la nostra assistenza a questa
iniziativa davvero ambiziosa” ha detto Angelo Pastore, incaricato di
sorveglianza tecnica del Cap, Club Aviazione Popolare, è delegato dall’Ente
Nazionale Aviazione Civile a valutare la costruzione di aeroplani auto
costruiti.

Tante le autorità presenti alla conferenza stampa che si sono
interessate al mondo del volo.

Rodolfo Biancorosso direttore e editore di “Volo sportivo”,
l’unica rivista di volo in edicola ha dato ai presenti una splendida notizia:
con la sua casa editrice sarà tra i finanziatori dell’impresa.

Quando l’aereo sarà stanco di volare verrà donato al Museo
Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle che testimonierà negli anni
a venire l’ingegnosità del progettista e la professionalità degli studenti
dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli.

Un progetto che darà visibilità e lustro alla città di Rieti
collocandola con orgoglio ai vertici delle iniziative relative al restauro ed
alla ricostruzione di aerei storici in campo mondiale.


Dalla Redazione giovedì 12 dicembre 2013

L’Istituto di Istruzione Superiore “C. Rosatelli” presenterà il
progetto di ricostruzione dell’aereo CR1, ideato dall’ingegnere di Rieti
Celestino Rosatelli, tra i più insigni progettisti aeronautici d’Italia,
costruito dalla FIAT nel 1923 ed utilizzato dalla prima pattuglia acrobatica
italiana. La presentazione si terrà presso la sala conferenze della Camera di
Commercio di Rieti, in Via P. Borsellino 16 venerdì 13 dicembre alle ore 11.

Interverranno il Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore “Celestino Rosatelli”, Daniela Mariantoni, promotrice dell’idea di una costruzione aeronautica all’interno dell’istituto scolastico, il comandante Luigi Aldini, esperto in materia, autore della scelta operata in merito al progettista e al tipo di velivolo, lo storico aeronautico e curatore museale Gregory Alegi, nonché autorità civili e militari. L’ambizioso progetto configura la scuola come una realtà produttiva, simile a quella svolta in industrie aeronautiche altamente specializzate.


NOTIZIE Il
CR1 al centro delle attenzioni del “Celestino Rosatelli”

Torna a volare il Fiat CR1

Dalla Redazione venerdì 13 dicembre 2013

Ricostruiranno a grandezza naturale e in grado di volare quello
che fu il primo aereo progettato da Celestino Rosatelli, il CR1. Una sfida
ambiziosa, quella messa in piedi dall’Istituto di Istruzione Superiore
Rosatelli di Rieti che intende proiettare i ragazzi nella realtà produttiva
aziendale, permettendo di sviluppare competenze e professionalità superiori a
quelle richieste da molte altre attività.

A ridare vita al primo aereo della Regia Aeronautica
indipendente saranno gli studenti dell’Istituto che prende il nome di uno dei
maggiori progettisti aeronautici italiani di tutti i tempi. Studenti che in
questo modo vengono da subito proiettati in una realtà che addirittura va oltre
le comuni sfide a cui essi dovranno far fronte nel futuro mondo del lavoro, una
realtà produttiva simile a quella svolta in industrie aeronautiche altamente
specializzate. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala
conferenze della Camera di Commercio di Rieti.

A loro è rivolto il messaggio del presidente della Camera di
Commercio Vincenzo Regnini che riflettendo sul percorso scuola-lavoro ha
aggiunto: «con la realizzazione di questo ambizioso progetto voi state andando
molto oltre». «Quella che stiamo affrontando – ha aggiunto Daniela Mariantoni,
Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli – è una
impresa che sembra impossibile. Vogliamo dimostrare con l’aiuto di tutti che
niente è impossibile se diamo fiducia ai giovani. Soprattutto nei periodi di
crisi non può essere tolta la forza delle idee».

«Diciamo subito che di gran soldi non ne abbiamo – ha detto il
comandante Luigi Aldini, esperto in materia e autore della scelta operata in
merito al progettista e

Presentato oggi il progetto dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli di Rieti. «Con la realizzazione di questo ambizioso progetto voi state andando molto oltre» ha detto Regnini


Quotidiano d’informazione

Pubblicato venerdì, 13 dicembre 2013 alle 07:57

L’Istituto di Istruzione Superiore “Celestino Rosatelli”
presenterà domani il progetto di ricostruzione dell’aereo CR1,

ideato dall’ingegnere di Rieti Celestino Rosatelli, tra i più
insigni progettisti aeronautici d’Italia, costruito dalla FIAT nel

1923 ed utilizzato dalla prima pattuglia acrobatica italiana. La
presentazione si terrà presso la sala conferenze della

Camera di Commercio di Rieti, in Via P. Borsellino 16 alle 11.
Interverranno il Dirigente dell’Istituto di Istruzione Superiore

“Celestino Rosatelli”, Daniela Mariantoni, promotrice dell’idea
di una costruzione aeronautica all’interno dell’istituto

scolastico, il comandante Luigi Aldini, esperto in materia,
autore della scelta operata in merito al progettista e al tipo di

velivolo, lo storico aeronautico e curatore museale Gregory
Alegi, nonché autorità civili e militari.L’ambizioso progetto

configura la scuola come una realtà produttiva, simile a quella svolta in industrie aeronautiche altamente specialiazzate. Ricostruiranno a grandezza naturale e in grado di volare quello che fu il primo aereo progettato da Celestino Rosatelli, il CR1. Una sfida ambiziosa, quella messa in piedi dall’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli di Rieti che intende proiettare i ragazzi nella realtà produttiva aziendale, permettendo di sviluppare competenze e professionalità superiori a quelle richieste da molte altre attività. A ridare vita al primo aereo della Regia Aeronautica indipendente saranno gli studenti dell’Istituto che prende il nome di uno dei maggiori progettisti aeronautici italiani di tutti i tempi. Studenti che in questo modo vengono da subito proiettati in una realtà che addirittura va oltre le comuni sfide a cui essi dovranno far fronte nel futuro mondo del lavoro, una realtà produttiva simile a quella svolta in industrie aeronautiche altamente specializzate. L’iniziativa è stata presentata questa mattina nella sala conferenze della Camera di Commercio di Rieti. A loro è rivolto il messaggio del presidente della Camera di Commercio Vincenzo Regnini che riflettendo sul percorso scuola-lavoro ha aggiunto: “Con la realizzazione di questo ambizioso progetto voi state andando molto oltre”. “Quella che stiamo affrontando – ha detto Daniela Mariantoni, Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli – è una impresa che sembra impossibile. Vogliamo dimostrare con l’aiuto di tutti che niente è impossibile se diamo fiducia ai giovani. Soprattutto nei periodi di crisi non può essere tolta la forza delle idee”.“Diciamo subito che di gran soldi non ne abbiamo – ha detto il comandante Luigi Aldini, esperto in materia e autore della scelta operata in merito al progettista e al tipo di velivolo – ma la nostra passione ci permetterà di arrivare in fondo nella ricostruzione di un aereo che dopo un percorso di quattro o cinque anni riusciremo a far volare, magari proprio a Belmonte, sopra la casa che fu di Celestino Rosatelli”. Un aereo, il CR1, doppiamente simbolico come ha spiegato Gregory Alegi, storico aeronautico e curatore museale che ha contribuito a reperire i disegni: oltre ad essere il primo di Rosatelli è anche il primo dell’aeronautica militare come forza armata indipendente, rimasto in servizio fino al 1937. La parola poi a Sabatino Falsini docente di meccanica del Rosatelli che ha sottolineato l’importanza della formazione professionalizzante, attraverso l’inserimento degli allievi in realtà produttive. All’interno della scuola è stata ricostruita una vera e propria azienda composta dagli studenti. Il leader della produzione è il sedicenne Giuseppe Poscente, Alex Bostan si occupa di logistica, Matteo Palmerini di controllo, Fabio Ferri di costi e organizzazione, Adriano Mazzetto della progettazione, Alex Pandolfi della produzione legno, Federico Simeoni della produzione metallica, Antonio Altobelli del montaggio e Panitti Rita è responsabile delle traduzioni in inglese per il sito internet. “Il vostro è un progetto fattibile e vogliamo seguire questa meravigliosa iniziativa dedicando tutta la nostra assistenza a questa iniziativa davvero ambiziosa” ha detto Angelo Pastore, incaricato di sorveglianza tecnica del Cap, Club Aviazione Popolare, è delegato dall’Ente Nazionale Aviazione Civile a valutare la costruzione di aeroplani auto costruiti. Tante le autorità presenti alla conferenza stampa che si sono interessate al mondo del volo. Rodolfo Biancorosso direttore e editore di “Volo sportivo”, l’unica rivista di volo in edicola ha dato ai presenti una splendida notizia: con la sua casa editrice sarà tra i finanziatori dell’impresa. Quando l’aereo sarà stanco di volare verrà donato al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle che testimonierà negli anni a venire l’ingegnosità del progettista e la professionalità degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli.

Il progetto che darà visibilità e lustro alla città di Rieti collocandola con orgoglio ai vertici delle iniziative relative al restauro ed alla ricostruzione di aerei storici in campo mondiale.


IL PRIMO FIAT C.R.1: DI NUOVO IN VOLO!

Tornerà a volare il FIAT C.R.1, che con le matricole MM 0001 fu
il primo aereo della Regia Aeronautica “indipendente” e che uscì di
servizio nel 1937.

di VFRMagazine – 16 dicembre 2013 | Aerei.Ricostruiranno a grandezza naturale e in grado di
volare quello che fu il primo aereo progettato da Celestino Rosatelli, il C.R.1. Una sfida ambiziosa, quella messa in piedi dall’Istituto di
Istruzione Superiore Rosatelli di Rieti che intende proiettare i ragazzi nella
realtà produttiva aziendale, permettendo di sviluppare competenze e
professionalità superiori a quelle richieste da molte altre attività. A ridare
vita al primo aereo della Regia Aeronautica indipendente saranno gli studenti
dell’Istituto che prende il nome di uno dei maggiori progettisti aeronautici
italiani di tutti i tempi. Studenti che in questo modo vengono da subito
proiettati in una realtà che addirittura va oltre le comuni sfide a cui essi
dovranno far fronte nel futuro mondo del lavoro, una realtà produttiva simile a
quella svolta in industrie aeronautiche altamente specializzate.

L’iniziativa è stata presentata venerdì scorso nella sala
conferenze della Camera di Commercio di Rieti.

A loro è rivolto il messaggio del presidente della Camera di
Commercio Vincenzo Regnini che riflettendo sul percorso scuola-lavoro ha
aggiunto “Con la realizzazione di questo ambizioso progetto voi state andando
molto oltre”.

“Quella che stiamo affrontando – ha aggiunto Daniela Mariantoni,
Dirigente Scolastico dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli – è una
impresa che sembra impossibile. Vogliamo dimostrare con l’aiuto di tutti che
niente è impossibile se diamo fiducia ai giovani. Soprattutto nei periodi di
crisi non può essere tolta la forza delle idee”.

“Diciamo subito che di gran soldi non ne abbiamo – ha detto il
comandante Luigi Aldini,costruttore del Falco serie 5, esemplare unico al mondo
e con le prestazioni più elevate fra tutti i velivoli “Falco” e autore della
scelta operata in merito al progettista e al tipo di velivolo – ma la nostra
passione ci permetterà di arrivare in fondo nella ricostruzione di un aereo che
dopo un percorso di quattro o cinque anni riusciremo a far volare, magari
proprio a Belmonte, sopra la casa che fu di Celestino Rosatelli”.

Un aereo, il CR1, doppiamente simbolico come ha spiegato Gregory
Alegi, storico aeronautico e curatore museale che ha contribuito a reperire i
disegni: oltre a essere il primo di Rosatelli è anche il primo dell’aeronautica
militare come forza armata indipendente (è l’aereo con matricola militare MM
0001), rimasto in servizio fino al 1937.

La parola poi a Sabatino Falsini docente di meccanica del
Rosatelli che ha sottolineato l’importanza della formazione professionalizzante,
attraverso l’inserimento degli allievi in realtà produttive. All’interno della
scuola è stata ricostruita una vera e propria azienda composta dagli studenti.
Il leader della produzione è il sedicenne Giuseppe Poscente, Alex Bostan si
occupa di logistica, Matteo Palmerini di controllo, Fabio Ferri di costi e
organizzazione, Adriano Mazzetto della progettazione, Alex Pandolfi della
produzione legno, Federico Simeoni della produzione metallica, Antonio
Altobelli del montaggio e Panitti Rita è responsabile delle traduzioni in
inglese per il sito internet.

“Il vostro è un progetto fattibile e vogliamo seguire questa
meravigliosa iniziativa dedicando tutta la nostra assistenza a questa
iniziativa davvero ambiziosa” ha detto l’arch. Angelo Pastore, incaricato di
sorveglianza tecnica della F-CAP, Club Aviazione Popolare, e delegato
dall’Ente Nazionale Aviazione Civile a valutare la costruzione di aeroplani
auto costruiti. Pastore seguirà la costruzione per l’ottenimento del “Permit to
Fly”

Tante le autorità presenti alla conferenza stampa che si sono
interessate al mondo del volo.

Rodolfo Biancorosso direttore ed editore di “Volo sportivo”,
oggi l’unica rivista di volo italiana in edicola, ha dato ai presenti una
splendida notizia: con la sua casa editrice sarà tra i finanziatori

dell’impresa. L’aereo sarà realizzato in base ai piani originali come replica integrale, il motore sarà quello originale, un Hispano Suiza Type 42, otto cilindri a V da 300 HP. Una volta realizzato e portato in volo, l’aereo effettuerà alcuni anni di attività di volo partecipando a eventi nazionali e internazionali, e verrà infine donato al Museo Storico dell’Aeronautica Militare di Vigna di Valle che testimonierà negli anni a venire l’ingegnosità del progettista e la professionalità degli studenti dell’Istituto di Istruzione Superiore Rosatelli. Un progetto che darà visibilità e lustro alla città di Rieti collocandola con orgoglio ai vertici delle iniziative relative al restauro ed alla ricostruzione di aerei storici in campo mondiale. Daniela Melone – Ufficio Stampa Istituto ITS Rosatelli


SEDICENNI E NOVANTENNI A VOLTE SI INCONTRANO Giuseppe, il capo progetto, ha 16 anni e l’aria un po’ timida, ma
quando inizia a parlare nella sala riunioni

della
Camera di Commercio di Rieti, di fronte ad autorità, dirigenti, giornalisti e
tanti ragazzi, dimostra in poche stringate parole di avere le idee chiarissime.
E con lui le hanno chiare anche Giuseppe, Alex,

Matteo,
Fabio, Adriano, Alex, Federico, Antonio e Rita. Sono tutti studenti dell’ITS
“Celestino Rosatelli” di Rieti, istituto tecnico intitolato al celebre
progettista italiano, quello del CR.42, per capirci, e sono i

responsabili di logistica, controllo, costi e organizzazione, progettazione, strutture in legno, strutture metalliche, montaggio, parte informatica e comunicazione del progetto di ricostruzione del caccia CR.1.

Il
FIAT CR.1 ha novanta anni appena compiuti, visto che Celestino Rosatelli, nato
a Belmonte a un tiro di

schioppo
da Rieti, lo progettò per il concorso caccia del 1922 e che il primo volo
avvenne con ogni probabilità nel 1923. È un aereo storico per più di un motivo:
innanzitutto perché un CR.1 ha ottenuto la matricola
militare m.m.0001 essendo stato il primo velivolo adottato dall’Aeronautica
Militare come forza armata, ma anche perché nel 1925, ai comandi dell’asso
Mario de Bernardi, stabilì il record mondiale di velocità
sui 500 km alla media di 254 km/h; un bell’andare per un biplano e per quegli
anni. E non è tutto, perché il CR.1 è anche il “nonno” delle Frecce Tricolori
avendo equipaggiato il 1° Stormo Aeroplani da
Caccia basato a Campoformido (articolo “Quelli del primo” VS Marzo 2013) presso
il quale si costituì la prima pattuglia acrobatica. Oggi questo biplano piccolo
e grintoso è entrato nella leggenda perché nessun esemplare
è sopravvissuto. Sembra pazzesco dirlo, ma l’Aeronautica Militare non ha il suo
primo aeroplano.

Da queste considerazioni è partito Luigi Aldini che conosciamo non solo come pilota di aliante acrobatico, ma soprattutto in veste di costruttore del Falco serie V, un esemplare unico che è anche il più bel Falco mai costruito. Luigi, entusiasticamente supportato dalla dirigente dell’Istituto Daniela Mariantoni, ha proposto la creazione di una vera e propria “azienda” all’interno della scuola, con la mission di ricostruire da zero un aereo che oggi non esiste più, come replica assolutamente fedele all’originale per mantenerne intatto il valore storico, così come si fa in tutto il mondo. È iniziata così una delle più belle avventure degli ultimi tempi, un incontro reale tra scuola e mondo del lavoro, ma soprattutto un esempio di “contaminazione” fra passione e lavoro. Ognuno dei responsabili dei singoli settori coordina un gruppo di collaboratori e tutti i ragazzi hanno assunto un impegno nel tempo; la loro esperienza di lavoro (quattro anni previsti per la realizzazione) sarà certificata dalla scuola. Il che vuol dire che una volta diplomati, o laureati, si potranno presentare alle aziende con un curriculum che include, ad esempio, l’esperienza di responsabile del controllo o delle strutture di un velivolo ricostruito e portato in volo. È questa la scuola che serve, e vorremmo che davvero il mondo del lavoro, specie nei settori di nicchia che offrono possibilità spesso neanche conosciute dai ragazzi, entrasse di prepotenza nelle scuole, creasse competenze ed esperienze reali, spendibili. Il progetto CR.1 è partito: lo storico Gregory Alegi ha ottenuto gratuitamente da Alenia Aeronautica i disegni originali che sono stati digitalizzati, l’istituto ha già allestito il laboratorio con i banchi di lavoro e il piano in bolla per gli scali di fusoliera e ali, l’Arch. Angelo Pastore è stato incaricato dalla Federazione CAP di seguire gratuitamente i lavori per ottenere il rilascio del “Permit to Fly”, e mentre leggete queste note è in fase di avvio la realizzazione dei longheroni della fusoliera.

Volo sportivo seguirà e sosterrà anche materialmente questa impresa, e l’aereo, dopo i collaudi, volerà per alcuni anni in occasione di eventi e manifestazioni, per essere poi donato al Museo AM di Vigna di Valle. In un’Italia umiliata dalla politica più sciatta e dalla burocrazia più ottusa dell’intero mondo civile, una notizia come questa è il mio migliore augurio di buon  anno a tutti voi.


RIETI

Cultura d’impresa, l’Istituto Rosatelli in visita alla
Kohler Lombardini

22.11.2018
– 00:00

L’Istituto
di Istruzione Superiore Celestino Rosatelli di Rieti è stato ospite, questa
mattina, dell’azienda Kohler Lombardini, in occasione della XVII settimana
della Cultura d’Impresa di Confindustria, che ha proposto 23 eventi in tutto il
Lazio.

“Sognando
l’impresa” questo il nome dell’evento che ha visto protagonisti gli studenti
dell’Arca, Azienda Reatina Costruzioni Aeronautiche del Rosatelli.

Studenti
che, al di fuori dall’orario scolastico, sono impegnati da diversi anni, nella
progettazione e nella costruzione del Cr1, il primo aereo caccia della Fiat,
progettato proprio da Celestino Rosatelli, celebre ingegnere aeronautico
originario di Belmonte Sabino.

In
molti hanno fatto i complimenti ai ragazzi, dal responsabile dello stabilimento
Angelo Grassi, a Emanuele Iori, responsabile delle risorse umane giunto
appositamente da Reggio Emilia, da Tonino Massari, capo del personale a
Alessandro Di Venanzio, presidente di Unindustria Rieti, da Francesco Fuggetta,
presidente della Piccola Media Impresa a Gianfranco Formichetti, assessore alla
cultura del Comune di Rieti, che ha portato il saluto dell’amministrazione.

“La
ricostruzione di questo aereo è iniziata diversi anni fa – ha spiegato la
dirigente scolastica Daniela Mariantoni – A noi interessa che i nostri ragazzi
imparino come stare dentro un’impresa. Entrano non solo nei panni, ma anche
nell’anima dei ruoli che spero un giorno avranno nella vita lavorativa. Li
invito sempre ad approfittare di questa opportunità, che è unica”.

“L’Arca
è un’azienda a tutti gli effetti – ha spiegato il comandante Luigi Aldini – Si
produce, si assume, si acquista. Poi i ragazzi crescono, si formano
professionalmente ed è una soddisfazione vedere come vanno avanti nella loro
vita. Di soddisfazioni ne ho avute tante, ma questa le supera tutte. Il grazie
va alla preside, una donna intelligente, eclettica, brillante, agli insegnanti
che si impegnano a tener viva la scuola anche il pomeriggio, ai ragazzi, che
chiamerei subito a lavorare se fossi nelle aziende di Rieti. Vi assicuro che il
risultato sarebbe ottimo”.

Chi
lavora a questo progetto ha una marcia in più. Ne è convinto Sabatino Falsini,
docente del Rosatelli che parla di effetti a breve e lungo termine nei giovani
coinvolti: “Hanno una migliore organizzazione del tempo, ottengono brillanti
risultati, si diplomano con il massimo dei voti, sviluppano competenze
trasversali che normalmente non acquisirebbero”.

Poi
gli interventi di Enrico Papiri, consulente tecnico Arca, del direttore
generale Arca Leonardo Pitorri della direttrice dell’ufficio personale Lucrezia
Spadoni, di Lorenzo Mastroiaco, direttore progettazione e design, Gabriele
Bartolozzi, direttore di produzione, Matteo Montini, direttore controllo e
Stefano Bocchi, direttore della comunicazione.

A
sottolineare la valenza del progetto, la presenza di cinque ex studenti ed ex
direttori di Arca: Giuseppe Poscente, Adriano Mazzetto, Michele Franceschini,
Marco Lo Prinzi e Alexei Bostan.

Tra
loro oggi c’è chi studia ingegneria o medicina, chi sta per laurearsi, chi già
lavora. Tutti sottolineano l’importanza dell’esperienza vissuta a scuola.

“Resto
ammirato davanti a questi allievi che portano con sé elementi di successo” ha
commentato Raffaello Bartolozzi, presidente aereo club centrale volo a vela.

Il
presidente dell’Aeroclub di Rieti Enrico Bagnoli ha infine augurato al Cr1 la
possibilità di volare presto sui cieli di Rieti.